Alimentazione e Fisioterapia

Fisioterapia e Nutrizione: l’importanza dell’alimentazione nel percorso riabilitativo

In questo approfondimento analizzeremo il rapporto tra Alimentazione e Fisioterapia soffermandoci sull’importanza di una nutrizione bilanciata per un recupero ottimale.

Come ben sappiamo, una corretta alimentazione è essenziale per mantenere un adeguato stato di salute. Quello che non tutti conoscono, è lo stretto rapporto tra Alimentazione e Fisioterapia.

Gli infortuni sono normali e prevedibili soprattutto quando si pratica un’attività sportiva ed indipendentemente dalla gravità, un infortunio può portare ad una sospensione a breve o lungo termine della pratica sportiva o addirittura delle attività quotidiane. Un intervento nutrizionale adeguato e personalizzato può velocizzare il processo di recupero e supportare in modo ottimale la guarigione. La nutrizione preoperatoria e le esigenze nutrizionali durante la riabilitazione sono infatti fattori fondamentali da cui non si può prescindere per garantire un recupero ottimale. Ecco perché incorporare specifiche strategie nutrizionali è importante in ogni fase del processo di guarigione.

L’’alimentazione rappresenta quindi, a tutti gli effetti un trattamento complementare a quello fisioterapico, in quanto capace di condizionare la risposta dell’organismo al processo infiammatorio.

L’importanza di una nutrizione bilanciata e personalizzata per un recupero ottimale

Uno degli errori più comuni in seguito ad un infortunio o ad un intervento chirurgico è quello di mangiare meno, per evitare di prendere peso e “compensare” l’impossibilità di svolgere attività fisica o mantenere il consueto quantitativo di movimento quotidiano. Quello che i pazienti ignorano è che questa strategia può rivelarsi addirittura controproducente, come vedremo in seguito.

Molto spesso, una lesione provoca l’immobilizzazione o il disuso di una parte del corpo. In queste circostanze, il tessuto muscolare può essere perso dopo appena 36 ore di inattività, e si può avere una perdita significativa di tessuto muscolare entro 5 giorni di inattività.

Fondamentalmente, l’obiettivo della nutrizione riabilitativa è quello di fornire abbastanza calorie e proteine ​​per favorire la guarigione dei tessuti e prevenire la perdita del muscolo attraverso adeguati apporti calorici e proteici. Altri obiettivi includono la modulazione delle risposte infiammatorie e immunitarie, migliorare il controllo dei livelli di glucosio nel sangue e fornire macro e micronutrienti per ottimizzare il recupero e processo di guarigione.

Risulta quindi necessario durante il percorso di riabilitazione, affidarsi anche ad un professionista della nutrizione abilitato (Dietista – figura presente nel nostro studio, oppure Dietologo o Biologo Nutrizionista) che possa costruire insieme al paziente il miglior percorso nutrizionale al fine di favorire il recupero e la guarigione.

Come cambiano i fabbisogni nutrizionali in seguito ad un infortunio

A seguito di una lesione del sistema muscolo-scheletrico, l’organismo avvia una serie di cascate infiammatorie che possono avere durata variabile in base alla gravità della lesione. Per arrivare alla guarigione, il nostro tessuto leso dovrà superare 3 fasi: infiammazione, proliferazione e rimodellamento.

Durante queste fasi, l’organismo è sotto stress e affronta questo stress attraverso una risposta catabolica caratterizzata da un aumento generale del fabbisogno energetico e da una domanda ipermetabolica di aminoacidi con aumento del fabbisogno proteico per fare in modo di soddisfare i processi di guarigione e il ricambio cellulare che lo stress comporta. In poche parole, avremo bisogno di assumere più calorie e più proteine, attraverso una dieta bilanciata.

La maggiore richiesta energetica varia in base al tipo di infortunio del paziente: in caso di lesioni minori, come ad esempio distorsioni e lievi lesioni muscolari, la richiesta energetica aumenterà di poco, mentre in caso di lesioni maggiori la richiesta aumenterà significativamente. In particolare, il fabbisogno proteico in caso di stress indotto da un infortunio aumenta di circa l’80% rispetto al valore basale.

Se gli aumentati fabbisogni non vengono soddisfatti tramite l’alimentazione, l’aumentata domanda di aminoacidi sarà compensata dal catabolismo del tessuto muscolare muscoloscheletrico; in poche parole, si perderà muscolo.

Al fine di fornire all’organismo un adeguato apporto di calorie (fabbisogno calorico totale = metabolismo basale x coefficiente di attività x fattore stress) e proteine tale da permettere la guarigione dei tessuti, prevenire la perdita di massa muscolare e accelerare la riabilitazione, il professionista della nutrizione dovrà:

  • Individuare il METABOLISMO BASALE (MB – quantità di energia impiegata a temperatura ambientale neutra dal soggetto sveglio, ma in uno stato di totale rilassamento fisico e psichico, per svolgere le principali funzioni metaboliche vitali) del paziente attraverso:
    • Calorimetria indiretta (principalmente ambito ospedaliero).
    • Bioimpedenziometria (analisi della composizione corporea): stima il metabolismo basale e permette di valutare lo stato nutrizionale, muscolare ed idro elettrolitico del paziente à presso Studio Fisicamente la effettua la Dietista dello studio, la Dott.ssa Chiara Lagorio.
    • Equazioni predittive di Harris-Benedict o di Cunningham: stimano il metabolismo basale, tuttavia non risultano adeguate ad una stima realistica.
    • Nei giovani adulti si può stimare anche attraverso questa formula: 25 kcal x kg di peso corporeo.
  • Considerare il consumo energetico derivante dal livello di attività fisica del paziente attraverso un COEFFICIENTE DI ATTIVITÀ da moltiplicare al MB: da 1,2 = sedentario a 1,9 = estremamente attivo.
  • Considerare le calorie aggiuntive durante il periodo riabilitativo stimandole attraverso un FATTORE DI STRESS da moltiplicare al MB e al coefficiente di attività: da 1,2 = lesioni minori es. dislocazione di un arto, distorsione di una caviglia; a 1,5 = traumi maggiori es. chirurgia del legamento crociato anteriore o ustioni gravi.
  • Individuare il corretto apporto proteico nella fase di riabilitazione: sono raccomandati almeno 1,6 g/kg/giorno fino ad un apporto proteico vicino a 2-3 g/kg/giorno, ponendo particolare attenzione al consumo di almeno 3 g per porzione di leucina (aminoacido essenziale principalmente responsabile della stimolazione della sintesi di proteine muscolari).

Fase infiammatoria

Durante l’infiammazione, che rappresenta la prima fase del processo di guarigione, non sono indicati interventi nutrizionali con lo scopo di controllare lo stato infiammatorio, a meno che l’infiammazione stessa non sia prolungata nel tempo. In questo secondo caso, si rende necessario rivolgersi ad un professionista della nutrizione, nel nostro caso una dietista, per capire come sia possibile agire dal punto di vista nutrizionale. In alcuni casi, ad esempio, si potrà suggerire il consumo di alimenti o supplementi ricchi di acidi grassi omega-3 che si sono rivelati utili per contrastare stati infiammatori prolungati e per la loro capacità di aumentare la produzione di proteine in pazienti immobilizzati, riducendo quindi la perdita di tessuto muscolare. La nostra dietista potrà anche suggerire di ridurre il consumo di alimenti processati e pro-infiammatori come ad esempio i cibi ricchi di zuccheri aggiunti, di grassi saturi e di sale in favore di cibi freschi e di stagione principalmente di origine vegetale e di cibi ricchi di sostanze antinfiammatorie e antiossidanti.

Proliferazione e rimodellamento

In queste fasi il tessuto lesionato verrà rimosso e sostituito dapprima da un tessuto provvisorio e infine uno definitivo, che mantenga le stesse caratteristiche e capacità di quello lesionato.

La dieta dovrà soddisfare l’aumentata richiesta energetica e al contempo limitare al minimo l’aumento del tessuto adiposo.

Il professionista della nutrizione potrebbe suggerire l’assunzione di fonti proteiche e di carboidrati 15-45 minuti prima della seduta di fisioterapia, per garantire la disponibilità dei nutrienti necessari all’esecuzione dell’attività; di simile importanza sono i 30 minuti successivi alla seduta. I pazienti che assumono le dosi consigliate prima e dopo le sedute hanno migliori outcome nella forza e capacità funzionale ed una minor riduzione di massa muscolare.

Alimentazione e prevenzione

Non dobbiamo dimenticare che una corretta alimentazione gioca un ruolo importante anche per quanto riguarda la prevenzione degli infortuni; è stato dimostrato, infatti, che una dieta bilanciata e personalizzata ne riduca notevolmente il rischio. Il sovrappeso, ad esempio, è considerato un fattore di rischio per patologie muscolo-scheletriche a causa dell’eccessivo carico a cui saranno sottoposte le articolazioni. Anche in assenza di sovrappeso, una prolungata alimentazione sbilanciata può innescare uno stato infiammatorio con conseguente aumento del rischio di infortuni.

Per ulteriori informazioni visita il sito dello Studio Fisicamente e contattaci senza impegno.

Fonte:

Smith-Ryan AE, Hirsch KR, Saylor HE, Gould LM, Blue MNM. Nutritional Considerations and Strategies to Facilitate Injury Recovery and Rehabilitation. J Athl Train. 1 settembre 2020;55(9):918–30.